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October 30 Vampiri, licantropi, mostri...il tempo scorre!Ringrazio con tutto il mio cuore la streghetta Salem per questo elegante ed armonioso premio: L'immagine premiata è la medesima...
Inoltre volevo ringraziare la cara Goccia di rugiada e la sua splendida directory per questo elettrizzante premio: Il lavoro premiato è questo:
...Vi auguro un oscuro ed agghiacciante Halloween!
October 27 Il Perno della GiustiziaDal prologo di "SPIPOLL" * * * * *
Sono nata in un paese dove le valli profumavano sempre di mughetto e dove il vento trasportava il caldo tepore del sole. Una terra rigogliosa, dai vivaci colori, in cui ogni uomo, donna o bambino poteva sentirsi felice e in armonia. Poi crescendo vidi il seme dell’ignoranza divampare nelle menti e nel cuore della mia gente. Guardai inerme i miei piedi poggiarsi su una terra arida, ormai spoglia di vita, e lasciai che lacrime di dolore rigassero il mio volto di bambina nella consapevolezza che l’arrivo dell’oscurità fosse ormai prossima. Io rappresentavo l’unico legame tra loro e il mondo che stavano cercando di distruggere e che invece li aveva accolti proteggendoli, eppure le mie parole vennero considerate eresia e i miei gesti portatori di sventura. Non volevano vedere ciò che a loro volevo col cuore mostrare, non avevano il coraggio di conoscere un aspetto della verità alla quale era proibito avvicinarsi. Timorosi, ubbidivano alle leggi degli Eletti, a quella realtà imposta da pochi. E per chi infrangeva le regole, c’era solo la morte al rogo. Ai loro occhi ero solo una sudicia strega, mandata nel mondo a depredare l’uomo della sua anima immacolata. Ma ora che vi ho detto questo, lasciatevi alle spalle ogni pregiudizio, dimenticate quello che nella storia dell’uomo è scritto. Aprite il vostro cuore per udire la mia storia…poi lascerò a voi giudicare e decidere la sorte del futuro che vi attende.
Sulla pelle sentiva ancora il dolce torpore del sonno, quando durante la notte che intensa aleggiava attorno a lei, la porta della camera si scosse violentemente. Venne buttata giù dal letto da decine di mani che la presero e soffocarono ogni suo tentativo di difesa. Non riusciva a vedere i loro occhi nascosti nell’oscurità del copricapo che indossavano, ciò nonostante sapeva di non conoscere nessuno di loro. Le misero un bavaglio alla bocca per non farla gridare e la trascinarono di peso giù per le scale, vestita solo di una sottoveste leggera e a piedi nudi. Non fiatavano. Chi erano? Cosa volevano da lei? Zoe varcò la soglia della sala principale cercando disperata i volti conosciuti dei suoi genitori e li trovò. Erano confinati in un angolo, si stavano abbracciando, ma nei loro occhi non trovò la stessa paura e stordimento che lei invece provava. Intravide solo odio. Nel momento stesso in cui la videro scendere, la guardarono con disprezzo, come se al risveglio si fosse trasformata in qualcosa di orrendo, irriconoscibile. Non capiva, tratteneva le lacrime e non sapeva nemmeno il perché. Qualcosa dentro di lei le diceva che non doveva mostrarsi debole, che doveva essere forte. Incredula, udì la voce roca della madre mormorare ingiurie nei suoi confronti, mentre suo padre continuava a stringerla a sé proteggendola da ciò che una volta chiamavano "figlia". La ragazza cercò di allungare l’esile mano verso di loro, ma gli uomini incappucciati che le erano attorno la buttarono fuori di casa, spintonandola e picchiandola con rabbia sul volto. Il dolore fisico che scaturiva da ogni singolo colpo inferto, era nulla in confronto alla sofferenza che provava dentro. I suoi genitori, coloro che amava e che erano il centro del suo piccolo mondo, l’avevano ripudiata e allontanata per qualche motivo che ancora non riusciva a comprendere. Tuttavia, non riusciva a provare rancore. Cosa aveva fatto per meritare il loro odio? Sicuramente li avranno abbindolati con qualche subdola bugia e loro non avranno potuto fare diversamente, si convinse Zoe. Appena giunti alla piccola radura, poco lontano da casa, la costrinsero a mettersi in ginocchio. Con le giunture che le dolevano e i piedi sanguinanti e coperti di vesciche, a fatica obbedì prendendosi subito dopo un ceffone per la lentezza con cui si era mossa. La sua bocca si impastò di sangue e saliva. Nauseata sputò in terra per poi alzare di nuovo il viso tumefatto. Dietro sentiva la presenza degli uomini col cappuccio calato sul volto, mentre tutti gli abitanti del villaggio stavano in piedi dinnanzi a lei. Mormoravano. Alcuni mostravano stupore, altri disgusto. Ma nessuno prendeva le sue difese o cercava di confortarla stringendola in un abbraccio amorevole. Addirittura uno di loro, dal fondo, cominciò a gridare «strega» e alla sua voce ben presto se ne aggiunsero altre. «Maledetta.» «Figlia del Demonio.» «Megera nefasta.» Armati di pietre, sfogarono la propria ira furente su di lei. Solo altro dolore al dolore. Poteva sopportare. Ma poteva farlo senza conoscere la vera ragione che muoveva il loro gesto? Zoe crollò a terra, sfinita. Avrebbe dovuto urlare, avrebbe dovuto desiderare di andare verso ognuno di loro, prendergli il cuore e straziarlo in mille pezzi; avrebbe dovuto vedere il loro sangue colare sulla sterpaglia, anziché il suo. Ma quei pensieri nemmeno sfiorarono la mente di Zoe, perché lei, al di là di quello che poteva pensare la gente, non era un mostro. Non augurava alcun male a nessuno, tantomeno usava la violenza per farsi valere sugli altri. In cosa allora aveva sbagliato, quale la sua colpa? L'aver amato troppo? Non riusciva a trovare quelle risposte, avvertiva la solitudine attanagliarle l’anima e si sentiva tremendamente confusa. In quel momento poteva solo soccombere e pregare affinché l’ombra della morte calasse su di lei il più veloce possibile. Quando fu sul punto di perdere i sensi, un uomo vestito con una tunica scarlatta e col simbolo della giustizia ricamato sul petto si fece avanti, frapponendosi tra lei e i suoi aguzzini. «Ora basta miei signori» ordinò con tono autoritario ma calmo. «Avete giudicato questa ragazza pericolosa per l’incolumità dell’intero villaggio, e per questo sarà bandita dalle vostre terre e non potrà più farvi ritorno per nessun motivo. Pena la morte. In più l’avete accusata di supposta stregoneria e l’avete affidata a noi, membri del Perno della Giustizia, per appurare la sua colpevolezza. Vi assicuro che sarà nostra premura scoprire la verità e qualora vi siano prove certe, le sarà emessa sentenza dura e giusta.» L’uomo, senza nemmeno voltarsi fece cenno ai suoi compagni di avvicinarsi e con malagrazia due di loro presero Zoe e la portarono via verso una berlina scura. «Addio signori. Che la saggezza del Divino accompagni sempre le vostre azioni e vi benedica.» Infine, con un ruggito degno di una costosa vettura sportiva, il motore dell'auto si avviò e seguì l’incedere sicuro e ritmato del misterioso gruppetto che si allontanava facendosi largo tra la folla. Questo per Zoe rappresentava l’inizio di un incubo e la fine della sua infanzia felice.
* * * * * October 01 Parla con me...Non smettere di lottare...ovunque tu sarai, io sarò con te. * * * * *
Ma dove guardano ormai
quegli occhi spenti che hai? Cos'è quel buio che li attraversa? Hai tutta l'aria di chi da un po' di tempo oramai ha dato la sua anima per dispersa. Non si uccide un dolore anestetizzando il cuore c'è una cosa che invece puoi fare se vuoi, se vuoi, se vuoi... Parla con me parlami di te io ti ascolterò vorrei capire di più quel malessere dentro che hai tu. Parla con me Tu provaci almeno un po' non ti giudicherò perché una colpa se c'è non si può dare solo a te. Parla con me Col mondo messo com'è ha del futuro per te lo vedi come un mare in burrasca Ti fa paura lo so io non ci credo però che almeno un sogno tu non l'abbia in tasca Ma perché quel canto asciutto? Non tenerti dentro tutto. C'è una cosa che invece puoi fare se vuoi, se vuoi, se vuoi... Parla con me parlami di te io ti ascolterò vorrei capire di più quel malessere dentro che hai tu. Parla con me tu dimmi che cosa c'è io ti risponderò, se vuoi guarire però prova un po' a innamorarti di te. Non negarti la bellezza di scoprire quanti amori coltivati puoi far fiorire sempre se tu vuoi... Parla con me parlami di te io ti ascolterò vorrei capire di più quel malessere dentro che hai tu. Parla con me tu dimmi che cosa c'è io ti risponderò, se vuoi guarire però prova un po' a innamorarti di te. Parla con me... eh! Parla con me... eh-e [sfumando] Parla con me tu dimmi che cosa c'è io ti risponderò, se vuoi guarire però prova un po' a innamorarti di te... ( Parla con me - Eros Ramazzotti ) |
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