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    December 24

    Natale d'Amore

    Dato che non riuscirò a passare da tutti, causa il troppo da fare di questi giorni e il bellissimo raffreddore che mi è venuto (colpa del cucciolino che mi sveglia alle7 del mattino per andare a spasso...fa un freddo!!!), auguro a tutti un felice e magico Natale...vi auguro di viverlo serenamente nonostante magari vi siano delle diffilcotà nella vostra vita.
    Io non so cosa vi porterà Gesù bambino o Babbo Natale...spero solo che sia qualcosa che riesca a rendervi davvero felici e che vi aiuti a realizzare ogni vostro più piccolo sogno...
    ...e quello che segue è un piccolo pensiero per voi:
     
    BUON NATALE AMICI MIEI!
     
    December 20

    Un desiderio sotto l'albero

    Fuori tutto era candido, immacolato. Avevo visto cadere la neve poche ore prima, mentre col freddo pungente avevo richiuso le imposte di casa.

    Sarebbe stato un bel Natale domani.

    Guardai la tazza fumante di the che avevo tra le mani e nel buio della sala, rischiarata solo dalle luci dell’albero, abbozzai un sorriso. Un sorriso triste.

    Come volevo tornare indietro, tornare bambina. Svegliarmi e scoprire che fuori il mondo era ricoperto da un manto di neve bianca ed estasiata correrle incontro respirando quell’odore genuino di felicità. “È Natale, è Natale” avrei gridato saltellando fino allo sfinimento, per poi precipitarmi, accompagnata mano nella mano dai miei genitori, a scartare i regali posti l’uno accanto all’altro. Avrei sentito il crepitio della carta che si accartocciava sotto le mie dita e infine avrei visto sbocciare il regalo più bello mai avuto: l’Amore. Perché avrei potuto chiedere mille giocattoli, uno qualsiasi, non mi sarebbe importato. Sentire l’affetto delle persone che amavo, vedere il loro sorriso quando sapevano che ero felice, questo per me contava davvero. Avrei voluto tornare bambina per riscoprire il piacere di una vita semplice, senza problemi, senza dolore…avrei voluto che ci fosse lei con me.

    A pochi passi sul bordo del divano un piccolo album di vecchie fotografie era aperto. Ogni volta che lo sfogliavo, dentro di me avvertivo il vuoto. Una sensazione dilaniante che mi lasciava senza fiato, sempre, anche a distanza di anni. Riuscivo solo a piangere.

    Come era successo quella sera. Sulle mie gote sentivo ancora i segni delle lacrime che erano scese copiose su di me.

    Sentii i rintocchi della mezzanotte risuonare nell’aria…”Buon Natale, Lory” sussurrai.

    Il mio sguardo si soffermò ancora su quelle foto e sospirando richiusi l’album, riponendolo insieme alla tazza ormai vuota sul tavolo della cucina. Spensi tutte le luci e andai a dormire.

     

    Nel leggero dormiveglia, qualcosa destò la mia attenzione, avvertivo un non so che di strano, di diverso attorno a me. Vidi un alone luminoso balenarmi davanti agli occhi chiusi e per paura mi avvolsi silenziosamente dentro le coperte, ma questo non bastò a farlo smettere di pulsare. Volevo vedere cosa lo generava, ero curiosa, ma al tempo stesso ero terrorizzata da quello che avrei potuto vedere.

    D’improvviso sentii un grosso peso balzare ai piedi del letto e avvicinarsi lento annusando l’aria come se, avido, stesse cercando qualcosa o,ancor peggio, qualcuno. Provai un brivido e quando raggiunse l’altezza del mio viso, scattai in avanti urlando.

    Sparito.

    Mi rannicchiai in un angolo del letto, tirando su le lenzuola per cercare di nascondermi da quell’essere. Udivo solo il silenzio accompagnato dal violento battere del mio cuore. Cercai di scorgere la sua sagoma attraverso il buio e chiamai mio padre e mia madre, per poi accorgermi che in realtà loro non c’erano perché in Sardegna da mia nonna.

    “Maledizione, sarei dovuta andare con loro invece d’insistere per rimaner a casa da sola”.

    Allora cominciai a chiamare aiuto. In fin dei conti abitavo in un condominio, qualcuno sarebbe venuto in mio soccorso. O almeno così speravo.

    “Ma dov’era?”

    Sentii il parquet scricchiolare. Un passo, poi un altro. E ancora. Tremavo e non sapevo che fare, se muovermi o stare ferma ad aspettare. Mi sembrava di essere dentro un incubo e magari stavo davvero sognando, solo che adesso volevo svegliarmi. Era troppo per me.

    «Cosa vuoi da me?» gridai.

    Silenzio.

    Percepivo la sua presenza all’interno della stanza, sapevo che mi stava guardando e mi sentivo così impotente e fragile. Mi sentivo una preda.

    Iniziai a piangere e per questo non mi accorsi di quel che avvenne poi. Non mi accorsi dell’essere che si avvicinava a me, sentii solo qualcosa di umido accostarsi al mio viso con una dolcezza in grado di far dissipare ogni mia paura, sentii la sua lingua ruvida asciugarmi le lacrime e il calore del suo corpo riscaldarmi il cuore.

    Vidi due grandi occhi color smeraldo fissarmi intensamente, ma con amore. Assomigliava ad una grossa volpe con due belle orecchie lunghe e appuntite. Il suo pelo era folto ed emanava una strana luce ambrata. Era qualcosa di meraviglioso e di magico che non riuscivo a smettere di guardare.

    Provai a porgere verso di lui la mia mano, piano, e dopo avermela annusata, lui vi si strusciò il muso contro. Aveva un pelo così morbido e caldo.

    «Come hai fatto ad arrivare qua, bestiolina?» gli chiesi accarezzandogli teneramente il capo.

    Lui agitò la coda riccioluta, saltò giù dal letto e afferrando coi denti la manica del pigiama, mi trascinò via. Voleva che lo seguissi.

    Feci come voleva. Mi accostai a lui e lo seguii fino alla porta di casa. Lui mi guardò, raschiò il legno del battente con la zampa e si volse verso di me ancora una volta. Girai la rondella per due volte e tirai. Una forte luce mi travolse. Socchiusi gli occhi per non rimanere accecata e lentamente cercai di riabituare la vista. La soglia era sparita insieme alla portineria…stupita compresi di non essere più a casa.

    Davanti a me vi erano delle rovine antiche circondate da una foresta di alberi dalle chiome fulve, le cui spesse radici penetravano sinuose nel terreno intorno a quello che doveva essere un luogo sacro.

    Lo riconobbi all’istante…la foresta degli Urll. Il luogo da cui aveva inizio il mio libro, esattamente come lo avevo creato e immaginato io nella mia testa. Rimasi sbigottita.

    Corsi verso le colonne e accarezzai il disegno delle rune incise sulla superficie rocciosa. Conoscevo il loro potere, gliel’avevo infuso io. Ed erano là anche i due possenti draghi scolpiti nei tronchi d’albero che aprivano il sentiero seguito da Sue nei miei racconti.

    Quello era il mio mondo.

    Mi voltai verso il mio misterioso accompagnatore. «Perché mi hai portata qui? Cosa vuoi dirmi?»

    «Io sono nato in questo mondo, tra le pagine del tuo libro. Io sono uno degli Spiriti che popolano questa valle ed è solo grazie a te che io esisto…per questo io ti sarò eternamente grato!»

    Era vero, lui sotto molti aspetti mi ricordava Briale, la piccola creatura che avrebbe guidato Sue verso Vikro e che avrebbe alleviato la sua solitudine.

    «Io so cosa si agita in fondo al tuo cuore, sento il peso della sofferenza dentro di te. Lo so perché ogni cosa qui parla di te, perché anche la mia anima è espressione del tuo essere e vorrei poterti donare un sorriso. Un desiderio per poter trovare la felicità, per non vedere più le lacrime scorrere sul tuo viso. Per questo sei qui mia piccola leggiadra ninfa.»

    Un desiderio. Avrei potuto chiedere qualsiasi cosa, di vivere felice col mio Cavaliere, il bene per i miei genitori, la felicità degli amici. Avrei voluto svegliarmi una mattina e trovare già concluso il mio libro, realizzando così il sogno di diventare scrittrice. Ma al di là di tutto questo, solo una cosa volevo con tutta me stessa.

    «Voglio riavere lei.»

    Il grosso mammifero scosse il capo e amareggiato mi disse: «Mia dolce Pam,nessuno può riportare in vita i morti. È nella natura delle cose, è il ciclo della vita. So quanto ti manchi, so che la vorresti ancora con te, ma non si può cambiare ciò che è stato. Nessuno ha questo potere.»

    Mi chinai accanto a lui e per alcuni minuti gli coccolai il manto soffice con le dita. «Non volevo chiederti questo. Voglio poter riportare alla luce i miei ricordi, quelli seppelliti nelle profondità della mia anima. Loro sono ancora qui, dentro di me, ma la paura del dolore me li tiene imprigionati e ora io non ho più memoria del suo volto, del suono della sua voce. Aiutami a ricordarla…solo questo chiedo, ti prego amico mio!»

    Lo abbracciai e nello stesso istante una luce ci avvolse.

    Molte immagini affollarono la mia mente. Alcune felici, altre dolorose, ma in ognuna di esse c’era lei e per me era come riviverla di nuovo.

    La vidi prendermi in braccio, giocare e cantare insieme a me le canzoni dei cartoni animati. La sentii infuriarsi e sbuffare quando le scarabocchiavo le gambe col pennarello, mentre lei cercava invano di studiare. Scorsi la tappezzeria della nostra vecchia cameretta, dove vi erano segnate le tacche per vedere quanto eravamo cresciute. Ed era così commovente il suo modo di dirmi “Ti voglio bene” anche quando oramai la malattia le aveva rubato ogni speranza, ogni suo sogno più bello.

    Chiusi gli occhi e mi feci cullare dal suo profumo di rose selvatiche perché da adesso in poi avrei portato tutto questo dentro il mio cuore.

     

    Questa era solo fantasia, un sogno, una magia nascosta nei più intimi recessi dello spirito…ma prima o poi, in un modo o nell’altro, io riuscirò a recuperare i frammenti del mio passato.

    Sappi che io ti porterò sempre con me, angelo mio.

    I miei primi venticinque anni...

    Oggi è il mio compleanno...ne compio venticinque, un quarto di vita!
    E devo dire che questa volta, a parte la macchina che mi ha abbandonato ieri sera senza dare più cenni di vita e le varie vicessitudini capitate durante l'anno,
    sono decisamente felice.
    Merito di alcune persone come la Claudia e la Mara coi rispettivi ragazzi, la Valentina, la Chiara che ieri mi hanno regalato una bellissima serata tutti insieme.
    Senza dimenticare i miei genitori e il mio cuccioletto Lee che, anche se mi mordicchia, mi nasconde le ciabatte e mi fa disperare, è un amore di cagnetto...
    ...e poi il amore...il mio eterno Cavaliere. Senza di lui il mondo sarebbe più grigio e solitario.
    Ti ho già detto che ti amo alla follia? Che sei la cosa più bella che potesse capitarmi?
    Grazie, grazie e ancora grazie!
     
    Faccio gli auguri anche al mio amico virtuale Marcello...buon compleanno anche a te!
     
    December 12

    Doppio premio per novembre!!!

    Questo mese devo ringraziare la mia elfetta preferita non per un premio solo ma per ben due! Per me è sempre un piacere ricevere i suoi bellissimi award, sono dei bellissimi capolavori...
    ...Grazie di cuore!
     
    Premio per il blog del mese: 

     

    Premio per il post del mese:

    il post premiato è "GELSOMINI NOTTURNI"