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    February 28

    La leggenda di Cuore d'inchiostro...

    INKHEART
     
    ...Semplicemente stupendo!
    Un fantasy non particolarmente impegnativo indicato ad un pubblico giovane, che però al suo interno mostra una trama, a mio parere, fantastica ed educativa. Non vi racconto la storia perchè basta cercare su google o vedere il trailer, ma volevo qui sottolineare l'originalità e la bellezza di questo film.
    Innanzitutto che dire della Natura incontaminata della Liguria? I suoi paesini di mare, Alassio soprattutto, i borghetti medievali, le stradine strette e curve di roccia battuta e i monti verdeggianti...e dire che noi che viviamo in Italia neanche conosciamo questi incanti!
    E poi la magia dei Libri. Io vorrei avere un'intera sala piena di libri che mi sussurrano all'orecchio le loro aventure...sì, lo so sono una maniaca della lettura, ma perchè no dico io? Credo che non bisognerebbe mai abbandonare l'amore per i libri, perchè loro ci amano e ci ameranno sempre.
    I libri ci mostrano un mondo lontano dal nostro, ci fanno vivere emozionanti avventure anche stando seduti sulla poltrona di casa nostra. Ci fanno sognare, ci mostrano le nostre paure e in qualche modo ci aiutano ad affrontarle...ci fanno volare con la fantasia. Perchè le sensazioni che proviamo man mano che ci inoltriamo in un racconto sono vere, perchè noi riusciamo a provare ciò che provano i protagonisti e ci rendiamo conto di quello che avremmo fatto noi al posto loro.
    Leggere rende così reale la parola scritta su una semplice pagina bianca. Perchè in fondo siamo tutti un po' "Lingua di Fata"!
    Ma leggere ci lega anche inesorabilmente a colui che scrive. Lui crea e noi rendiamo reale.
    Ciò nonostante in Inkheart c'è molto di più: il destino dei personaggi. Si crede che sia lo scrittore a determinare il destino dei personaggi, ma in realtà non è proprio così. Sono loro a farlo, durante la storia. Questo lo so perchè lo vivo ogni giorno sulla mia pelle, le idee cambiano man mano che si scrive, i protagonisti si forgiano pian piano e crescono. Esattamente come noi. E come noi che possiamo decidere del nostro destino, anche "Dita di polvere" può farlo.
     
    Direi che può bastare vero? Sto divagando troppo e mi scuso! Parlerei per ore del potere dei libri (ne sa qualcosa il mio Cavaliere).
    Vi consiglio solo di andarlo a vedere e basta.
    Buona visione e un dolce saluto a tutti voi!
     

    February 21

    Prevenire la confusione che verrà

    Ultimamente mi stanno facendo notare dell'esistenza di un libro e di una canzone col titolo di "Il fabbricante di sogni", rispettivamente di Andrew Crofts e Modena city ramblers...i bene informati sanno che io sto scrivendo un libro dal titolo "I Fabbricanti di sogni".
    Direi che è un vero casino per me!
    Io il titolo l'ho preso da una frase della canzone del cartone Anastasia e che, nel mio libro, si riferisce ad un popolo antico che dedicava la propria vita a dare uno scopo alle persone, a infondergli coraggio e a fare in modo che prendessero in mano il proprio destino (diciamo che sono quelli chiamati adesso MOTIVATORI).
    Purtroppo quando ho cominciato a scriverlo e a pensare ad un titolo non mi sono accorta che ne esistevano di simili o che esisteva una compagnia teatrale con quel preciso nome.
    Quindi credo che se dovessero pubblicarlo cambierebbero subito titolo per non creare equivoci.
    Infatti sto pensando a vari titoli alternativi tipo: "I Custodi dei sogni", "La porta dei sogni" o roba simile. Ma per ora continuerò a tenere questo nome anche per il mio blog perchè, a parte il titolo del libro che può essere modificato tranquillamente, il fatto che questo popolo veniva denominato i Fabbricanti di sogni non può cambiare!
    Quasi quasi apro un sondaggio per scegliere il titolo alternativo, che ne dite?
     :ahah:...vabbeh non fateci caso sono in vena di vaneggiare oggi!
    Auguro una buona settimana a tutti voi, un bacione!
    February 18

    Sofia...e io

    Quando leggo i libri di Licia Troisi, mi capita spesso di identificarmi con le sue protagoniste: Nihal, Dubhe e adesso anche Adhara. Succede perchè Licia, ha quella sensibilità in grado di rendere umani i personaggi della sua fantasia, d'infondere nel loro carattere comportamenti che si vedono nella nostra quotidianità. Ma soprattutto ha quell'abilità nello scrivere che riesce a coinvolgere totalmente il lettore. Al di là che piaccia o meno il genere fantasy, lei ha talento e non sono io l'unica a dirlo!
    Non voglio qui parlare solo di quanto sia brava Licia Troisi e di quanto meravigliosi siano i suoi libri, piuttosto voglio parlarvi di un legame sottile che esiste tra me e Sofia.
    Chi é questa ragazza? Beh naturalmente la protagonista del "La ragazza drago - L'eredità di Thuban"...avevate dei dubbi?
    Qualche settimana fa, mi capita tra le mani questo libro. Contentissima. Non vedevo l'ora di leggerlo perchè volevo respirare l'aria fresca di una nuova saga, lontana dalle vicessitudini del Mondo Emerso (niente da ridire, ma credo che dopo un po' bisogna anche cambiare e non rimanere bloccati sulla stessa storia). E poi leggendo ho trovato lei. Sofia. Così maledettamente simile a me: gli stessi dubbi, la stessa solitudine e la poca stima di sè.
    Mi ha commossa, perchè mi rivedevo in lei, nelle sue paure, nel fatto che si sentisse un'annullità senza talenti e senza nessuno che credesse in lei. Così triste perchè incapace di trovare da sola un suo posto nel mondo, pensando così di meritare l'infelicità che grava su dei lei; così fragile perchè inconsapevole della sua vera forza.
    Certo io non ho dentro di me lo spirito di un drago e di certo non dipende da me la sorte del mondo, ma anche io ho un dono che devo sviluppare e mettere a frutto. Quello di saper immaginare e raccontare storie, la predisposizione (mai immaginata e mai sperata per una goffa come me) per le arti marziali diventando così la guerriera dei miei racconti...insomma essere capace di avverare i miei sogni.
    E ora, finalmente qualcuno crede in me e nelle mie capacità, ma quel che conta di più sono io che credo maggiormente in me stessa. Esattamente come fa Sofia alla fine del libro accettando quello che è e quello che rappresenta.
    Questa è la dimostrazione di quanto i libri ci possano aiutare a conoscere meglio noi stessi, che è una delle ragioni per la quale io scrivo: capire me stessa e aiutare a far capire gli altri!
     

    February 15

    La notte e il mare

    Manes non aveva fretta quella sera.

    Guardò il mare. Una lunga distesa oscura su cui si rifletteva la luce candida della luna. A fatica percepiva le onde frangersi sulla costa o il rumore appena accennato della città ancora sveglia. Era tutto maledettamente calmo. Strano, di solito lui amava il silenzio, si sentiva forte quando si immergeva in esso, eppure in quel momento gli era insopportabile. Lo turbava.

    Come cambiano le cose, pensò. Prima di incontrare lei era un certo tipo di persona, mentre adesso si sentiva profondamente diverso. E la situazione in cui si era cacciato pesava su di lui come un macigno.

    Inspirò. L’odore di salsedine raggiunse le sue narici e lo inebriò, ridandogli quel briciolo di determinazione che gli serviva per agire. Sapeva cosa fare, l’aveva fatto molte altre volte. Era il suo mestiere; era la sua natura.

    Non lontano sentì già la dolce melodia del suo violino richiamarlo a sé. Dolce come lo erano i suoi occhi. No. Doveva piantarla con quegli stupidi pensieri.

    Non è il momento, concentrati!

    Si fermò davanti all’alta scogliera di origine calcarea, da cui partiva un tortuoso sentiero scavato nella roccia. Manes lo percorse, salendo fino alla cima dove un tempietto gotico torreggiava splendido. Una piccola costruzione fatta di marmo bianco con alcune venature che brillavano argentee sotto i raggi lunari. Da lì proveniva la musica che aveva udito poc'anzi.

    Attraversò l’arco a sesto acuto che faceva da ingresso a quella piccola struttura ottagonale e finalmente la vide. Era in piedi. Gli occhi chiusi, lo sguardo assorto nel movimento fluido delle mani che scivolavano sul prezioso violino. Sentirla suonare era una delizia.

    Quelle che intonava erano note malinconiche. Una melodia che si librava leggera verso il cielo alla ricerca di una speranza a cui aggrapparsi, un sogno in cui credere per migliorare ciò che si era.

    Rimase fermo sulla soglia per non dissolvere quell’incantevole alone di magia che l’avvolgeva e solo quando la vide riporre delicatamente lo strumento dentro la custodia, rivolgendogli un tenero sorriso, si avvicinò a lei.

    Halma quasi lo travolse col suo abbraccio. «Ero sicura che saresti tornato».

    Era davvero bellissima.

    Aveva due grandi occhi verdi e una lunga chioma fluente che quando suonava raccoglieva in un delizioso chignon, lasciando ricadere alcune ciocche sul petto e lungo la schiena. Il suo corpo era sinuoso e tonico. A volte, quando la guardava, le ricordava una piccola bambola di porcellana.

    Fragile.

    Manes provò una fitta alla testa e sentì qualcosa sotto il cappotto premergli la carne.

    Fallo. Ora.

    La cinse a sé e le sue labbra si posarono su quelle calde e rosee di lei. Ma in quel bacio non c’era trasporto, c’era solo amarezza. Perché lui non poteva permettersi il lusso di provare alcun tipo di sentimento sincero. Per nessuno. Sotto quella maschera si nascondeva un’anima nera e per quelli come lui amare era solo un’inutile perdita di tempo. O almeno così gli avevano insegnato.

    Loro erano spiriti rinnegati che soggiogavano la mente degli uomini per raggiungere i propri scopi. Demoni.

    Esseri superiori che dominano sulla feccia.

    E così aveva fatto anche lui: aveva avvicinato la sua preda, l’aveva ammaliata e l’aveva indotta ad innamorarsi di lui. Poi, facendo leva sulle sue paure e sulle sue insicurezze, le aveva fatto credere di potersi fidare di lui e lei si era lasciata così sedurre dal potere ipnotico delle sue parole. Adesso era un burattino nelle sue mani.

    Ciò nonostante, sentiva che il contatto con lei aveva portato alla luce qualcosa di insolito e per questo deleterio. Il calore del suo sorriso, non sapeva come, riusciva a cancellare le sue pene, il suo odio verso il mondo. Halma era la luce che dissipava le sue tenebre.

    Per questo devi portare a termine la tua missione. Lei è una minaccia.

    Deve morire!

    Manes le mise una mano fra i capelli e li strinse con violenza. Sentì il corpo di Halma gemere e schiacciarsi sempre più a lui. La sentì lasciarsi andare, abbandonarsi completamente alla sua folle bramosia.

    Uccidila.

    I suoi baci si fecero più avidi e ossessivi. Con rabbia la spinse verso una delle colonne e con una mano sfiorò l’elsa del pugnale che aveva legato al fianco. Lo sentì pulsare ardente tra le dita.

    Uccidila. Ora. Per sempre.

    Fuori, portate dal forte vento, le nuvole nere della morte nascosero la luna, lasciando alle tenebre il compito di penetrare fredde nei loro cuori.

    Manes sentiva il pavimento tremare sotto i suoi piedi per l’agitarsi del mare contro la scogliera.

    Questa è la forza distruttiva del male.

    Sguainò il pugnale. Assaporò il suo potere venefico e colpì.

    Un lampo infuocato balenò nell’oscurità diretto al petto della giovane.

    Buio.

    Nel suo cuore, attorno a lui. No. Non poteva.

    Si allontanò. Il pugnale conficcato nel marmo duro. L’esile figura della fanciulla adagiata a terra con le mani a coprire il suo volto attonito.

    Buio tra loro.

    «Perché?» chiese Halma con un filo di voce.

    «Perché sono il male. L’orrore che si nutre di paure e illusioni. Io provo piacere nello spandere sofferenza e nel versare sangue innocente. Perché io sono l’incarnazione dei tuoi incubi più oscuri…»

    «Non è questo che voglio sapere» urlò all’improvviso. «Perché ti sei fermato? Perché non hai trafitto il mio petto…mi hai risparmiata, perché?»

    Guardò il suo bel volto rigato dalle lacrime. Non sarebbe mai stata felice con lui.

    «Il mio era solo un avvertimento. Vattene o quando ci rivedremo, io ti ucciderò» le mentì. Era meglio così. Non c’era futuro per loro, erano troppo diversi come il giorno e la notte e quel legame che poteva sembrare tenero e salvifico, a lungo andare li avrebbe trascinati entrambi verso la dannazione eterna.

    Estrasse il pugnale ancora caldo, balzò sopra la balaustra e saltò giù. Atterrò felino sulla sabbia bagnata e cominciò a correre lungo il bagnasciuga. Via verso l’ignoto.

    Sapeva che da quel giorno le loro due vite sarebbero cambiate. Sperava solo che Halma seguisse il suo consiglio e scappasse via lontano da quella tetra città, ma soprattutto lontano da lui. Perché avrebbero mandato qualcun altro a finire il lavoro.

    Ad uccidere entrambi.

    * * * * *

     

    February 11

    Terra bruciata...(parte prima)

     
    * * * * *
    Dhalia si svegliò alle prime luci dell’alba ancora stretta al suo cuscino. Quello di lui, quello che emanava l’odore della sua pelle e la fragranza profumata di mandorle dolci dei suoi capelli. Solo che lì, accanto a lei, non c’era nessun corpo da accarezzare e da baciare, solo un giaciglio freddo e vuoto.
    Sospirò amareggiata.

    Le mancava così tanto il suo amato Cavaliere. Oramai erano passati parecchi mesi dalla sua partenza e ancora non aveva sue notizie, mentre lei gli aveva scritto ogni giorno. Ciò nonostante, nessuna risposta era giunta ad alleviare la sua solitudine.

    «È normale, mia cara. Questa è la guerra» le avevano detto le sue dame di corte. Ma lei non riusciva a starsene buona ad aspettare, lo amava troppo e rappresentava tutto il suo mondo.

    Le loro strade si erano incrociate ai margini della Porta dei Sogni e subito si erano amati. Il loro era un amore magico e senza tempo, come se le loro anime fossero da sempre destinate a stare insieme.

    Ora però senza la sicurezza del suo abbraccio, la paura riecheggiava tra i locali della loro antica dimora insinuandosi infine nel suo cuore affranto.

    In quel paese lontano avrebbe potuto dimenticarla, avrebbe potuto scoprire di riuscire a stare senza di lei perché, al contrario di quel che credeva, il loro amore non era abbastanza forte da sopperire ogni ostacolo.

    Ma non era solo questo a spaventarla. Lei era a conoscenza dell’oscuro potere che lo scorrere del sangue aveva sulla mente degli uomini. Lo aveva visto negli occhi vacui del Re suo padre, quando anni addietro aveva fatto ritorno dalle Crociate. A stento era riuscito a riconoscerla e per giorni si era chiuso nel buio silenzio delle sue stanze, fino a quando una mattina Dhalia era entrata e lo aveva trovato riverso in una pozza di sangue.

    Qualcosa di orribile gli era accaduto, qualcosa che lo aveva cambiato minando il suo povero spirito e rendendolo schiavo della morte.

    Tutti gli uomini tornano dalla guerra perdendo sé stessi, glielo aveva ripetuto mille al suo Cavaliere dopo aver saputo che sarebbe partito di lì a poco anche lui per la Terrasanta. Aveva pianto e implorato, ma lui non fece marcia indietro, restò fermo sul suo proposito e la rassicurò dicendole che lui era diverso dagli altri e che per questo sarebbe tornato presto da lei, sano e salvo.

    Presto.

    Nella sua mente incredula il suono di quella parola cadeva nel vuoto. Non riusciva a darsi pace e la notte gli incubi venivano spesso a turbare il suo sonno. Ad ogni costo doveva impedire che la terribile sorte di suo padre toccasse anche all’uomo che amava.

    Si alzò, prese dal cassetto del comodino un piccolo stiletto dal manico di legno. Indugiò qualche istante sulla lama lucente sopra la quale era riflesso il suo viso, e tagliò.

    Lunghe ciocche color miele caddero sulla pietra scura del pavimento e ben presto la folta chioma, osannata dai cantastorie di ogni reame, fece posto ad una corta zazzera maschile. In tutta fretta prese dall’armadio alcuni indumenti appartenenti al suo uomo e l’indossò...il suo nome da quel momento sarebbe stato Carsten.

    Corse al porto e, mischiandosi ai giovani del villaggio, salpò sul veliero dalle vele crociate; sarebbe andata da lui per salvarlo e riportarlo a casa.

    Durante tutto il viaggio rimase nascosta in qualche angolo oscuro della sottocoperta e se doveva fare la ronda si offriva per fare sempre i turni di notte. Schivava ogni contatto con gli altri membri dell’equipaggio, parlava quel poco che bastava per rispondere agli ordini dei suoi superiori e questo le assicurava la tranquillità necessaria per pensare a cosa fare una volta sbarcata. Ma soprattutto le offriva la possibilità di osservare.

    Osservare il volto di quegli uomini, studiare le possibili motivazioni che li avevano spinti a quella ardua scelta. Potere? Onore? Devozione? O semplice spirito di fratellanza verso i loro compagni d’oriente? Lei non comprendeva.

    Reputava la guerra di per sé sciocca e crudele, che non aveva scopo alcuno se non quello di prender parte ad una barbara esecuzione di massa. Perché non vi era nessuna gloria, né dignità nel versare sangue altrui, nemmeno in nome e per la difesa di una religione.

    Probabilmente quel viaggio non l’avrebbe aiutata a rispondere a quelle domande, ma almeno sperava di riuscire a convincere il suo amato Cavaliere a ripartire con lei. Quando però raggiunse la terra saracena si chiese se non fosse troppo tardi per allontanarlo dalla mano feroce della Morte.

    Appena sbarcata le mancò quasi il respiro. Non era abituata a quell’afa e al profumo opprimente di spezie che impregnava l’aria e la pietra degli edifici. Per non parlare di quei fastidiosi granelli di sabbia portati dal vento che le irritavano gli occhi a tal punto da rigarle il volto sporco con le lacrime. Ciò nonostante non si arrese, continuò a cercare il suo Cavaliere, viaggiando di città in città, attraverso l’orrore del sangue sparso sul terreno arido e camminando tra i corpi irriconoscibili degli uomini a cui era stata strappata la vita. Sentiva nelle sue orecchie innocenti il suono infernale delle lame che stridevano l’una contro l’altra.

    Avrebbe voluto urlare il suo sdegno, chiudere gli occhi e lasciarsi alle spalle quell’incubo senza fine che rendeva ogni giorno che passava uguale all’altro. Inutile agonia.

    Era solo per lui che lottava.

    Poi, in uno di quei giorni tediosi, nella confusione della battaglia, lo vide. La sua armatura splendeva abbagliante come in una visione ancestrale.

    «Phrey!»

    Gli corse incontro. Finalmente l’aveva trovato, tutto quello che voleva era stringerlo tra le braccia e sussurrargli tutto il suo amore. Era così felice che niente di quello che accadeva attorno a lei aveva importanza, neanche le scimitarre che volteggiavano minacciose e che le sfioravano il mantello in cui era avvolta. Vedeva solo la figura di lui sempre più vicino.

    Per un istante, la sua mente si destò da quel sogno ovattato in cui dolcemente si era immersa e come a rallentatore vide con la coda dell’occhi il nemico farsi avanti con furia animalesca, brandendo l’arma e cogliendo di sorpresa l’ignaro cavaliere.

    La lama penetrò sicura il robusto corpetto di metallo incontrando subito la morbida carne. Il sangue fuoriuscì violento e il Cavaliere cadde al suolo.

    Dhalia urlò, ma dalla sua bocca non uscì alcun suono. Non poteva finire così, non dopo tutto quello che aveva fatto per trovarlo. Disperata si chinò su di lui, lo coprì col suo mantello e lo portò via, lontano da quella terra di morte.

    «…Dhalia…» sospirò il Cavaliere tra i rantoli della sofferenza.

    «Sono qui amore mio, non lasciarmi…non adesso» lo implorò trascinandolo con tutte le sue forze verso un piccolo tempio abbandonato.

    Ancora qualche metro, pensò sfinita.

    Inciampò e finì con la faccia contro la roccia dura. Sentì la testa scoppiarle e qualcosa di caldo scivolarle sull’occhio. Quasi con rabbia si tamponò la ferita. Non posso arrendermi.

    Tutta dolorante si accostò al volto del Cavaliere ferito. Aveva paura e doveva fare in fretta, oramai sentiva il suo respiro farsi sempre più debole.

     

    Aveva tra le mani l’elmo sporco di sangue quando fece la terribile scoperta. Guardò sgomenta quel corpo davanti a lei, quello che con tanta tenacia cercava di salvare e che indossava l’armatura con lo stemma della sua casata.

    Solo che quell’uomo non era il suo amato Phrey.

     

    (Fine prima parte.)

     

    * * * * *

    February 09

    Top graphic: dicembre08

    Un grazie grande grande alla mia carissima elfetta Arwen che questo mese ha voluto deliziarmi con un altro bellissimo premio...oh come adoro i draghi!
    Il lavoro grafico premiato è  SOGNO

    Partecipo a...

     

    Nella categoria NARRATIVA e il soggetto sarà: LA NOTTE E IL MARE.

    February 07

    Per Te

    Io sono qui, per te, a cantare di qualcosa che non sai.

    Qualcosa che mi porto dentro, chiuso nello scrigno del mio cuore e che dirompente fa di tutto per librarsi in volo verso te.

    Perché io ti ho chiamato amore sin dal giorno in cui mi tirasti fuori da quella siepe, dentro la quale si era rifugiata la mia anima perduta. Mi hai preso la mano, dolcemente, cullandomi verso la luce calda del sole e mi hai stretta a te mentre i miei occhi si specchiavano nei tuoi.

    Il mondo pareva girare a rallentatore attorno a noi, mi sembrava di fluttuare nell’aria e in quell’istante ho capito di conoscerti da sempre, di averti visto nella nebbia ovattata dei miei sogni più profondi, di aver trovato finalmente quella parte mancante di me che bramavo in eterno…

     

     

    …ti amo.

    E ora sono qui a sussurrarti che tu sei il solo in grado di capirmi, il solo che sappia sorreggermi quando rischio di cadere negli abissi oscuri. Per dirti che tu sei l’unico per me. Che adoro quando mi accarezzi il viso o quando giocherelli coi miei boccoli bruni, facendomi così sentire la più meravigliosa di tutte le ninfe.

    Senza di te mi sentirei persa. Se i nostri due cammini non si fossero incrociati, sarei rimasta là sulla soglia della felicità senza trovare il coraggio di muovere un passo per oltrepassarla.

    Con te mi sento felice e non ho paura di mostrare i miei difetti, di essere ciò che sono. Tu sei il mio Cavaliere che si prende cura di me.

    Mi piace come sai farmi ridere quando tengo il broncio. Mi piace stuzzicarti, mi piace scappare via da te per poi vedere che mi rincorri e mi prendi senza lasciarmi andare mai più, mentre il mio cuore si scioglie nel sentirti dire che mi ami da morire e che non permetterai a niente e nessuno di separarci.

    Ti amo quando asciughi le mie lacrime senza chiedermi il perché, lasciando che il silenzio parli per noi due, perché quando stiamo insieme ogni contatto, ogni bacio ha più valore di mille parole dette.

    Riesci a rendere speciale ogni giorno che passo accanto a te e per questo è inevitabile amarti; non posso farne a meno.

    Anche quando cerco di odiarti, di cacciarti via, anche quando sono arrabbiata con te perché sei maledettamente insopportabile ed egocentrico…anche in quel momento non smetto di amarti. Proprio perché non sei perfetto, esattamente come non lo sono io. Perché il caso non esiste e un motivo c’è se ci siamo incontrati, perché noi ci completiamo e insieme siamo una cosa sola.

    Siamo magia.

    February 05

    Twilight...recensione film

    Finalmente ho visto Twilight. Alleluia!
    So che in molti l'hanno trovato stupendo...quindi vi prego non linciatemi se vi dico che non mi ha affascinato più di tanto :mmm:
    Premetto che il libro, a giorni, devo iniziare a leggerlo, quindi spero che questo film sia la solita trasposizione leggermente imperfetta che tralascia sempre alcune fasi salienti descritte invece sulla carta (tipica di quasi tutti i film con sceneggiatura presa dai libri, ad eccezione di Harry Potter che trovo in perfetta simbiosi con gli scritti della Rowling!)
    Non so me l'aspettavo più passionale, più energico...insomma Edward è un vampiro e lui stesso ammette nel film di non poter resistere a Bella. Ed è vero anche il contrario perchè lei in realtà è la sua preda, attirata dal suono della voce, dal suo sguardo, dai suoi occhi e dal suo sorriso così enigmatico...quindi non capisco perchè abbiano aspettato un'ora di film, dopo continui sguardi e ammiccamenti vari, per baciarsi, è assurdo! Io avrei agito diversamente *_*  Ho capito che il problema era che lui non sarebbe riuscito poi a fermarsi e le avrebbe succhiato il sangue, ma almeno ci potevano provare quando erano nel bosco :bho:
    Vabbeh magari sbaglio e sono io ad aver preteso un po' troppo da questo film, solo che m'immaginavo qualcosa di leggermente diverso.
    Però diciamo che nel complesso l'ho trovato un film carino con dietro una storia originale.
     
    Vedremo invece che sensazione avrò del libro...speriamo positiva!
     

    February 04

    AMNESIA

    Dato che il blog di messenger fa i capricci e non riesco a mettere, almeno per ora, le trame nell'elenco "MIEI LIBRI", scrivo qui l'ultima idea da me sfornata per un nuovo libro futuro:
     

     

    AMNESIA
     
    In una gelida mattina d'inverno, una pattuglia trova una donna nuda in fin di vita vicino alla risacca.
    Dopo qualche settimana, la paziente S.I. della camera 7 si sveglia in un letto d'ospedale. Non ricorda nulla, non sa chi è, da dove viene, ma soprattutto non sa da dove provengono le sue straordinarie doti combattive e quel misterioso tatuaggio che ha sul polso.
    Una poliziotta l'aiuterà a rimettere insieme i tasselli del suo passato...prima che sia troppo tardi.
     

    (immagine di Linda Bergkvist)

      

    NOTE POSTUME: Purtroppo ieri ho preso in mano l'ultimo libro di Licia Troisi (...come adoro questa ragazza!) "Le leggende del mondo emerso: il destino di Adhara" e ho notato che il mio riassuntino somiglia incredibilmente al trafiletto dell'ala della sovraccopertina...un guaio!
    Quindi volevo specificare che questo mio libro NON HA NULLA A CHE FARE CON QUELLO DELLA BRAVISSIMA LICIA...ci mancherebbe! Diciamo che parlerò di vecchie ideologie ariane, di sicari, di clonazione e di una misteriosa "chiave del Destino". All'incirca sarà così, poi col tempo le cose possono migliorarsi.
    Quindi mi scuso per l'eventuale equivoco.

    February 02

    La neve nel cuore

    Bianco, un delicato manto bianco.
    Da piccola mi dicevano che era un "Dono del Cielo"
    e come potrebbe non esserlo
    è qualcosa di meraviglioso,
    di magico...
    ...semplicemente Neve.
    Rende speciale ogni oggetto su cui si posa,
    lo trasforma, lo migliora.
    E guardarla scendere dolce,
    sfidando ogni legge di gravità,
    calma il mio cuore
    perchè in quel momento il tempo fugge via,
    abbagliato dalla bellezza di quei piccoli fiocchi candidi.
    Ipnotizza la mia anima,
    mi fa sognare ad occhi aperti
    valli incontaminate 
    popolate da effimeri spiriti della Natura,  
    eleganti lupi, guardiani di una soglia
    che solo un animo puro può varcare.
    Adoro quella sensazione fresca sulla mia pelle,
    le emozioni che sa donarmi
    tanto da desiderare di essere come lei.
    Perfetta. Leggiadra.
     
    Sublime.