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April 26 Non era destino tra le pagine del libroOggi fuori è una così bella giornata. Il sole caldo, il vento che soffia e avvolge ogni cosa...si sta proprio bene oggi.
Ma per me è come se piovesse ancora. Sento il freddo che penetra nelle mie ossa, sento il tempo fermarsi e le gocce scendere mischiandosi alle lacrime. Mi sento lontana da te, tu sei là dove il prato risplende di un verde brillante, mentre da me è solo un lago di fango. Dove sei? Sei dove non posso raggiungerti, sei dove non vuoi che ti raggiunga. Non era destino. Noi due. O se lo era non ne eravamo consapevoli, non eravamo realmente pronti. Tu a guardare oltre al tuo mondo e io a staccarmi dal tuo.
E adesso è ora di ricominciare, di trovare la mia strada che non dipenda dalla tua, di trovare la me stessa rinchiusa negli abissi e farla riemergere...da sola senza il tuo aiuto, perchè altrimenti non avrebbe senso, altrimenti cambiare e migliorare sarebbe vano. Solo dopo sarò pronta per affrontare il destino insieme a te.
Ora sta a te decidere se saprai aspettare, se sarai in grado di oltrepassare la linea di confine tra il tuo mondo e il mio...
...fino a quel momento, questa è soluzione migliore.
(Parte inerente al Libro...) April 22 Un percorso diversoMi sa che, o pecco d’ingenuità, oppure, sono proprio andata fuori di testa. Sono arrivata a quel momento della vita in cui bisogna fare una scelta per il futuro. Scegliere tra un lavoro sicuro e remunerativo, piuttosto che rincorrere sogni e ambizioni; decidere se percorrere una strada dritta e larga, piuttosto che una stretta e tortuosa. Dapprincipio, vedevo il mio futuro abbastanza chiaro e conoscevo il percorso per poterlo realizzare, ma ora sono consapevole che questo avvenire in realtà si regge esclusivamente sulla mia forza di volontà e non su una stabilità concreta. Eppure butterei via molte opportunità che altri, al posto mio, accetterebbero senza fiatare. Quanti sognano un lavoro fisso che ti permetta più avanti di crearti una famiglia senza alcuna difficoltà? Un lavoro che non rientra nel tuo campo, ma che sai fare perfettamente? Io non sono così, io sono il contrario. Sono felice per un contratto a termine o a progetto e per me fare la commessa e gestire un negozio di belle arti, anche se a 5minuti di macchina da casa mia, è solo un’inutile perdita di tempo. Posso farlo per alcuni mesi, ma non per anni. Sono fuggita dalla copisteria sotto casa per questo. Perché mi negava la possibilità di esprimermi e di crescere, perché tutto era diventato una routine. Tornavo a casa la sera e non avevo la forza neanche di disegnare o di mettermi davanti al portatile a scrivere una misera riga del mio libro. Già perché, per chi ancora non avesse capito, il progetto del “Libro” non è un hobby o un capriccio del momento, è qualcosa che desidero fare ardentemente, in quel libro ci sto mettendo la mia vita…è così stupida come cosa??? E poi il tempo per allenarmi e seguire l’Andre nei suoi corsi, quando lo trovo? Io so cosa voglio e so che potrei farcela, ne sono convinta. Ma non posso fermarmi, almeno non in questo momento della mia vita! Più avanti, se sarò costretta, mi preoccuperò di cercare un lavoro stabile, ma per adesso mi bastano i soldi che guadagno con la vendita dei quadri e delle illustrazioni. Io voglio vivere facendo ciò che amo, non voglio ritrovarmi frustrata un giorno perché, guardandomi indietro, mi sarò resa conto di aver sprecato ogni possibilità di realizzarmi e di essere felice. Io possiedo delle capacità, dei talenti che non posso sopprimere e gettare al vento così. E' come se fossi dotata di branchie per respirare sott'acqua e rifiutassi di immergermi per paura di affogare...è ridicolo. April 09 Accettazione di sèCi sono ragazze che si umiliano accanto ad un ragazzo perchè non hanno il coraggio di lasciarlo, nella convinzione di non trovare nessun altro poi; persone che vogliono essere circondate a tutti i costi da amici, coi quali magari in altre circostanze non avrebbero mai avuto niente a che fare perchè superficiali e privi di ogni qualità; giovani che si sottomettono al volere dei genitori per non dar loro un dispiacere o una delusione, senza capire che così facendo perdono per sempre la loro libertà e ogni possibilità di essere felici.
Io molti anni prima ero così. Facevo parte di questo gruppo di persone che non apprezzando sè stesse avevano bisogno di appoggiarsi agli altri per essere felici (almeno così credevo io!) con tutte le conseguenze del caso. Infatti quando ti affidi ad altri, il loro giudizio diventa essenziale e senza non vai avanti.....
Ma perchè, mi chiedo io, preoccuparsi delle loro opinioni nei nostri confronti? Perchè omologarsi ad uno stretto numero di persone?
D'altro canto è proprio nella natura umana riuscire a sentirsi parte di un gruppo, perchè mal sopportiamo la solitudine e perchè abbiamo bisogno di punti di riferimento a cui aggrapparci e di continui confronti con ciò che ci è attorno.
Fa così paura rimanere soli...eppure, credo che prendersi un po' di tempo lontano da tutti e da tutto per riflettere, per capire cosa si agita nel profondo di noi, male non possa farci. Stare soli ci aiuta a guardare la realtà dal di fuori, in modo da comprenderla meglio. Questo è necessario per crescere e migliorare, per alimentare la nostra volontà di andare avanti, di superare i nostri limiti creandosi sempre nuovi obiettivi da raggiungere. Se invece ci poniamo il problema di accontentare tutti, di essere in ogni momento come ci vogliono gli altri, sopprimiamo ogni nostra forma di espressione, ogni qualità che ci contraddistingue e che ci rende unici. Ci rinchiudiamo all'interno di una gabbia e buttiamo via la chiave. Diventiamo marionette che indossano una maschera per nascondere ciò che sono realmente...insomma, diveniamo falsità e inganno.
Ma se diventiamo ciò che non siamo, come facciamo a farci amare per quello che siamo???????? Direi che non è possibile!
Qui però il vero problema non è la paura della solitudine, è che manca totalmente la fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità. Ci sentiamo fragili e inutili e per questo abbiamo bisogno di avere accanto una figura all'apparenza stabile e dal carattere forte (dico "all'apparenza" perchè per molte persone questa è solo una forma di difesa, per nascondere altre lacune). E così entriamo in un circolo vizioso: per non sentirci soli, ci appoggiamo agli altri; per farsi accettare dagli altri, cambiamo spesso il nostro modo di pensare, di comportarci; e più annulliamo la nostra vera personalità, più ci sentiamo infelici e soli; e così si ricomincia....
Ma uscirne si può.
Basta credere che possiamo ottenere ciò che vogliamo, che possiamo fare cose che non immaginiamo neanche fregandocene di ciò che potrebbe pensare la gente. Bisogna saper accettare e superare le nostre debolezze e paure per trasformarle in qualcosa di produttivo, facendolo solo per noi stessi, per una nostra soddisfazione personale. Abbiamo tanto potenziale e non lo struttiamo abbastanza.
Alla fine saranno gli altri a cercarci, ad ammirare la nostra sicurezza e il nostro coraggio perchè siamo fieri di ciò che siamo e diciamo sempre ciò che pensiamo.
Per ultimo ricordo che chi ci ama davvero, ci accetta per quello che siamo e in molti casi ci aiuta a liberarci dalle maschere che portiamo sul volto, quindi è inutile circondarsi di persone che magari non ci apprezzano veramente perchè non si può pretendere di essere benvoluti da tutti. Esisteranno sempre coloro che ci invidieranno, ci sfrutteranno e ci odieranno...ma non è certo la fine del mondo, ciò che importa è stare bene con sè stessi! April 05 Beagle-maniaLo so sono noiosa, ma non resisto, non vedo l'ora di avere tra le braccia la mia cucciolotta!!!
D'altronde come si fa a rimanere impassibili a scene come questa:
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