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    September 27

    Un racconto prima di dormire...(seconda parte)

     

    * * * * *

    Avvolta in un manto d’ombra, la sua sagoma si stagliava minacciosa sul cielo color latte passando su sentieri tortuosi e accessibili solo a chi, come lei, non aveva altre alternative.

    Fiocchi di neve si adagiavano soffici sugli speroni rocciosi dei monti. Completamente sola, la Serva della notte avanzava silenziosa per non turbare il cammino delle sue prede. Ne sentiva l’odore a pochi passi da lei.

    Era il momento.

    Con un balzo fu sopra di loro. Agguantò la preda più debole delle tre che aveva innanzi e la scaraventò lontano oltre la boscaglia. Udì una delle altre due dirigersi nella stessa direzione, urlante di disperazione. Lasciò perdere, non aveva fretta, a lei avrebbe pensato dopo.

    Doveva rimanere concentrata.

    La terza preda, un uomo col volto coperto da uno scialle di lana, non si fece cogliere alla sprovvista e si mise in guardia. La lama lucente sguainata verso di lei.

    Lo spettro rise della stupidità di quell’umano.

    Cosa credi di fare? domandò con acido sarcasmo.

    In risposta lui cercò di infliggergli un affondo. Ma purché insidioso, lei riuscì agilmente a schivarlo senza la ben che minima difficoltà.

    Dopo alcuni scambi, la difesa dell’uomo cedette e la sua arma si ritrovò a volteggiare nell’aria andando a conficcarsi nella neve fresca.

    Finalmente fu così vicina a fissare il volto della sua agognata preda, penetrandolo coi suoi occhi neri come gli abissi in cui si era perduta. In quello stesso istante sentì un brivido percorrerle la schiena. Qualcosa in lui le era familiare e, laddove un ricordo di fanciulla era rimasto sommerso nel mare della perdizione, il passato riaffiorò con dirompente violenza.

    Il suo cavaliere…

    Un sussulto. E il respiro le mancò. Per un attimo il brando spettrale indugiò tra le sue mani quel tanto da permettere al cavaliere di allontanarsi. Lo guardò di nuovo e solo allora lei si accorse dell’identità delle due persone che erano con lui.

    Una donna e una bambina.

    «Lasciaci andare Strega!» urlò lui, minacciandola con una piccola balestra che aveva applicata alla cinta e frapponendosi tra lei e le due femmine dietro di lui.

    Non era venuto a salvarla. Stava fuggendo da lei, da quello che oramai era diventata.

    Aveva una famiglia, una moglie e una figlia da proteggere. L’aveva dimenticata e si era rifatto una vita. L’aveva abbandonata, mentre lei per anni aveva sofferto, aveva subito torture infernali e aveva lottato con la speranza di poter rivedere il suo volto ancora una volta. Per sentire il calore del suo abbraccio e sentirsi di nuovo sua. Ma dopo aver visto il tempo scivolarle via giorno dopo giorno, si era convinta della morte dell’amato e solo per questo si era arresa alla sorte, perché non valeva vivere senza di lui, perché solo la morte avrebbe potuto separarli.

    Si era sbagliata.

    Lui aveva semplicemente smesso di cercarla e di conseguenza di amarla. E adesso c’era un’altra accanto a lui, che non era lei.

    Come aveva potuto farle questo? Dopo tutte le promesse, i progetti, i sogni condivisi. Perché si era arreso così presto? Perché l’aveva lasciata in balia del destino?

    Aveva sempre pensato che il potere dell’amore fosse qualcosa d’irrefrenabile in grado di superare ogni ostacolo…invece era solo un’utopia infantile.

    Si sentì tradita. Per disperazione si era lasciata morire per mano dei Demoni, mentre nel frattempo l’uomo che tanto decantava il suo amore per lei si era consolato nel seno di quell’altra donna.

    La collera salì come un vulcano. Voleva squarciargli il petto per strappargli il cuore e affondarci denti e unghie, al fine di ridurlo in brandelli irriconoscibili. Desiderava vedere il colore scuro del suo sangue colarle addosso, sentendo così il profumo acre della vendetta. Se non poteva essere suo, non sarebbe stato di nessun altra.

    Scattò in avanti e una freccia la raggiunse in pieno petto. Poi un’altra la colpì alle gambe. Nessun dolore, solo odio e bramosia folle. Altre frecce la trapassarono da parte a parte, ma non sentiva più niente perché lei stessa non era più niente.

    Chiuse gli occhi. Forse questa era la giusta morte per lei: soccombere per mano dell’unica persona che aveva amato nella sua vita.

    Sangue nero e denso sgorgò ai lati della sua bocca. Cadde in ginocchio quasi davanti a lui.

    Perché mi hai fatto questo…perché? Sussurrò.

    Il cavaliere sembrò confuso. Approfittando della situazione, prese la sua famiglia e fece per fuggire via, quando la loro bambina tornò indietro correndo.

    La sentì avvicinarsi, sentì il calore della sua piccola mano posarsi su di lei. Assomigliava ad una bambola di porcellana con quella sua carnagione chiara, spruzzata qua e là da deliziose lentiggini. Il suo viso era incorniciato da vaporosi boccoli color miele e nei suoi occhi chiari si percepiva una sorta di immacolata bontà.

    La Ninfa oscura si accorse di provare paura al solo pensiero di sfiorare quella sua pelle di seta. Era talmente pura, mentre lei così corrotta. Guardò le proprie mani sporche immerse nella neve e iniziò a piangere copiose lacrime d’argento.

    Avrebbe voluto essere una persona diversa, riuscire a tornare indietro e cambiare il corso degli eventi. Ma dentro di sé sapeva che non era possibile, che le cicatrici sarebbero rimaste per sempre, insieme alle voci di coloro che aveva ucciso.

    Il suo cuore di pietra si spezzò. Fece uscire tutto il male che aveva serbato nell’anima finché non rimase solo la speranza. Quella stessa speranza che animava le gesta e i sogni degli uomini e che lei, per redimere il proprio spirito, avrebbe dovuto proteggere. Solo in quel modo sarebbe riuscita a farsi perdonare e, soprattutto, a perdonare sé stessa.

    Doveva trovare lo scopo della sua vita, quello che i Cantastorie di ogni secolo chiamano poeticamente “Destino”.

     

    * * * * *

    melaniedelonsucredorgemedium

    September 26

    La Conoscenza

    "é impossibile conoscere l'animo umano senza conoscere la forza delle parole" (Freud)

    dedicato a Kaos

    e questo è il corrisponderte premio consegnatomi: 

    ...Grazie!

    September 23

    Un racconto prima di dormire...(prima parte)

     

     

    * * * * *

    Le vesti candide ondeggiavano al ritmo caldo del vento, mentre leggiadre ciocche fluttuavano davanti al suo viso di bambina.

    Semplice e perfetta la sua vita. Come lo era il paesaggio che ammiccava attorno a lei: la terra, le fronde brune degli alberi, il colore acceso dei fiori. Tutto splendeva di superba bellezza e la richiamava a sé. Si sentiva immersa nel canto soave e rassicurante dello Spirito della natura.

    Chiuse gli occhi e continuò a danzare inebriata da quell’ipnotica melodia.

    Non lontano da lei una presenza offuscava incerta i suoi pensieri. La percepiva mentre bussava al suo cuore e, volgendosi di lato, la vide assopirsi sull’erba cosparsa di rugiada. La lunga sagoma si scosse appena, forse consapevole dello sguardo innamorato della dolce fanciulla che l’osservava divertita.

    Oh come ti amo, pensò lei sfiorando con un bacio le morbide labbra del suo cavaliere addormentato.

    Lo guardò respirare e appoggiando l’orecchio al suo cuore lo sentì sussultare scandendo così il battito del tempo.

    D’improvviso, una gelida brezza salì e per proteggersi la ragazza si rannicchiò su sé stessa, inerme. Quando si destò, trovò solo nebbia. Chiamò il suo cavaliere, l’oggetto del suo amore, ma lui non c’era più.

    Quella bruma lattiginosa celava ogni cosa.

    Urlò, ma dalla sua bocca non scaturì alcun suono. Si sentì persa.

    E infine arrivarono. Le fattezze di lupo nascondevano la loro vera natura: Demoni. Eppure lei sapeva chi erano, li aveva visti nei suoi sogni più oscuri.

    Le bestie mostrarono i loro denti, desiderosi di assaporare il caldo liquido vermiglio di quel piccolo bocciolo indifeso.

    Un passo, due e lei indietreggiò, cauta, senza sapere che dietro di lei una losca figura incappucciata la stava aspettando. Riuscì a prenderla, soffocò ogni sua ribellione. Prese in pugno la sua fragile vita e con un soffio la portò via. La ragazza sentì il lamento della sua anima, sentì la giovinezza scivolarle dalle mani fino a sprofondare all’interno di un abisso senza fondo.

    Sospirò affranta. Avrebbe mai rivisto il suo cavaliere? E lui avrebbe sofferto per la sua morte?

    Lacrime rigarono le sue gote di ninfa, mentre il suo carnefice l’avvolgeva di un manto di tenebra.

     

    Passarono giorni, mesi, forse anni, ma lei non se ne accorse neppure. I suoi vestiti oramai erano ridotti a meri stracci luridi. Si sentiva sporca e vuota. Quella che un tempo era una candida ninfa della luce, ora era un involucro vuoto senza emozioni.

    All’inizio aveva pianto, scalciato, si era difesa fino a svenire, ma poi le membra iniziarono a farsi stanche e dolenti e le lacrime smisero di scorrere lasciando posto al nulla. Non provò più dolore, rabbia o disperazione; desiderò che le persone care scomparissero per non continuare a soffrire e pian piano quei volti che aveva tanto amato e per cui aveva lottato, si dissolsero dalla sua mente seppellendoli insieme alla sua umanità.

    Dimenticò cosa significasse vivere, il valore di un bacio, la bellezza di un sorriso e il confortevole abbraccio dell’amore. Si fece sedurre dall’attraente morsa del male e diventò Luce oscura.

    Un essere della notte che si saziava di agrodolce vendetta sulle anime pure, assaporandone la paura che scaturiva dai loro occhi eterei, mentre il sangue fluiva dalla sua spada di demone. Non riusciva a provare pietà per quelli che una volta considerava suoi simili, erano solo una razza inferiore al suo cospetto. Perché in fondo lei era il cancro della terra, il veleno che si diffondeva nei cuori della gente. Teneva in pugno il destino del mondo e lentamente lo stritolava, sbriciolandolo tra le sue dita.

    Spesso viaggiava per lande desolate per mietere vittime ignare e per nutrirsi della loro linfa immortale…inconsapevole che prima o poi avrebbe dovuto fare i conti col suo passato, perso tra le foschie del tempo…

     

    (fine Prima parte)

     

    * * * * *

    guerriera

    September 18

    un dono per me...

    Uno spirito della notte mi ha fatto un dono.

    Ha cantato per me e queste sono le sue parole.

    Le scrivo qui per non dimenticarle, le scrivo perchè in fondo mi appartengono. Sento il dolce profumo del potere sprigionarsi attraverso di esse...la magia della terra innalzarsi al suono di questa poesia. Speranza, sogni, voglia di vita. Tutto è racchiuso qui dentro, in questo mirabile scrigno che sempre serberò accanto al mio cuore.

     

    swordandrosesk

     

    "A volte capita di svegliarsi nel mezzo della notte col cuore inzuppato di paura e i sensi in balia degli oceani in tempesta.

    A volte capita di aver voglia di piangere senza sapere neppure perché e guardando il mondo non trovare nulla che plachi il dolore.

    A volte capita di sentirsi snervati dall’odio e dal desiderio di distruggere tutto… perché in realtà vorresti distruggere te stessa.

    A volte capita di sedersi davanti ad un foglio con le dita che bruciano dalla voglia di scrivere e scoprirsi incapaci di tracciare una sola parola.

    A volte capita di sentire la vita a pezzi anche senza ragioni, ma dentro sai che la ragione c’è sempre, rifiuti solo di cercarla perché temi che ti farebbe ancora più male, e ti renderebbe ancora più furiosa, più urlante, più pazza.

    A volte capita di sentirsi crescere dentro un mostro assetato di sangue e anima, seppure la tua è la natura più docile e floreale del mondo.

    A volte capita…

    si chiama Vivere

    e vivere fa male

    tanto male

    come il cielo

    che urla lacerato dalla luce del sole

    come la terra

    violentata costantemente dal magma e dal mare

    ma anche questo è vivere.

    Adesso ti capita e ti senti smarrita, dilaniata.

    Adesso ti capita e vorresti non fosse mai accaduto.

    Adesso ti capita e vorresti che finisse all’istante.

    Piangi

    piangi con tutto il tuo animo

    piangi con tutto il tuo cuore

    piangi con tutto il tuo corpo

    lasciati piangere

    come il lamento del vento

     fra le canne di bambù giapponese.

    Piangi

    Poi ti sentirai meglio

    Ti sentirai più leggera

    più eterea, come parte dell’aria

    sentirai nelle vene meno sangue

    più linfa

    respirerai col battito dell’intera terra

    nel volo degli uccelli

    tutt’uno con le immense foreste verdi

    con le cascate azzurre

    e le dorate eruzioni degli antichi giganti

    chiamati vulcani.

    spalancherai le braccia

    accogliendo tutta la luce che viene dal sole

    tutto il profumo che il vento riuscirà a portare

    tutto l’universo che potrai toccare

    nello spazio infinito che si è formato

    nel cerchio delle tue ali schiuse nelle luce

    e riderai.

    Riderai col ridere impercettibile dei fiori

    riderai con lo sguardo come i cuccioli festosi

    riderai come le ali degli uccelli vibranti in volo

    riderai come l’alba timida attraverso le colline

    e poi sentirai germinare il sorriso sul tuo viso

    e sentirai gorgogliare in petto una forza nuova

    che traboccherà nel suono cristallino

    del tuo ridere umano

    a piena voce

    a pieno cuore

    a piena vita.

    Passerà, perché tutto passa

    tu adesso chiudi gli occhi e continua a dormire

    è solo un brutto sogno

    aspetta che arrivi il sole a svegliarti

    così potrai ridere del tuo incubo

    e non sarai sola

    con te ci sarà tutto il mondo che ti ama. "

     

    di Claudia Mauro

     

    swordandrosesk

    Per chi come me è rimasto affascinato dal suo talento vi consiglio caldamente di leggere i suoi scritti e i suoi futuri libri.

    Li troverete qui: 

    IL GIARDINO DI LILITH
    September 17

    Un banner per trovare la strada che porta ai sogni...

    Ultimamente mi sono data alla grafica digitale e ho realizzato questo bellissimo bannerino.
    Se questo blog vi piace, se quello che scrivo riesce a scalfire la vostra anima
    potete o linkare semplicemente il blog in un elenco
    oppure inserire questo banner in un modulo HTLM copiando il codice sottostante.
    Naturalmente se volete, non è un obbligo, ma se lo fate, lasciatemi un commento.
    Baci.

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    September 10

    Post of the month award: Agosto08

    Ringrazio la dolce elfa Arwen per avermi consegnato questo dolcissimo premio!!!! Il lavoro premiato è il medesimo: "RICORDA CHI SONO"

    September 08

    Pianto

    Continuo a scivolare pian piano negli abissi del mio cuore senza riuscire a risalire. Un baratro senza uscita, una prigione dove lenta l'anima spira senza luce. Proprio io che credevo di essere un piccolo spirito candido baciato dal sole del mattino e inebriato dai profumi del vento...infinitamente felice.
    Invece continuo a soffrire, continuo a lasciare che le lacrime fluiscano cristalline lungo le mie gote stanche. Eppure mi guardo e mi vedo più bella, meravigliosa. Sarà il fascino della sofferenza?
    Ma forse non è fuori che si vede il vero dolore, è dentro. Buio, freddo. Dove sono finiti i miei sogni? Dov'è svanita la mia felicità?
    Piango e non riesco a fermarmi. Mi sento sola, mi sento una stupida.
    Pensavo di avere qualcosa di speciale da donare, ma in realtà non sono niente.
    Vorrei che tutto questo fosse solo un incubo, vorrei che fosse solo una sensazione di una realtà distorta dal velo amaro del pianto...ma ho paura che niente tornerà come prima.
    Ho paura di aver buttato via tutto e di averlo perso nelle tenebre del tempo.
    Sospiro perchè mi manca l'aria. Sospiro perchè hai abbandonato la mia mano, lasciandomi in balia delle onde.
    Mi fidavo di te. Eri la mia ancora...il mio rifugio dove sentirmi protetta.
    Ho perso anche quello e non so più dove mi trovo.
    C'è solo il nulla.
     

    prigioniera

    Ciò nonostante scrivo ancora. Perchè quel Libro, che in questo istante sembra così lontano dalla realtà, è l'unica cosa a cui posso aggrapparmi per sentirmi realmente speciale. Non lo scrivo più per esprimere me stessa agli altri o per passione, ma per dimostrare a me stessa che posso realizzare qualcosa anche se dentro provo dolore, anche se non sempre si può essere felici e soddisfatti della propria esistenza. Anche se tutto sembra così difficile e lontano.

    Scrivo e basta.

    September 07

    Magia e sogni

    Dedicato ad Ariel

    e questo è il premio che ho ricevuto da Ariel stessa: